lunedì 12 settembre 2016

Desde Bolivia - La felicità nasce dalla gratitudine


Kami – …dal diario, frammenti

… come il tempo vola,…. mi guardo indietro; a volte è dolce fermarsi e rivedere le scelte, ciò che è stato della mia vita, le amicizie, le relazioni, i momenti belli e quelli più dolorosi,… qui dove gli spazi infiniti non mancano (mai mi stancherò di questi paesaggi) difficile togliere lo sguardo e non perdersi lontano, con il pensiero arrivare fino al futuro con tutti i sentimenti di speranza e di incertezza che si muovono dentro,…quanti passi, quante strade,…però poi mi fermo sul presente per dire ancora una volta GRAZIE, grazie a chi è rimasto al mio fianco, alle persone più care, a quelle conosciute cammin facendo, grazie a quanti mi rendono felice, piccoli gesti, testimonianze, presenze semplici e preziose, un’ insieme di cose che hanno un immenso valore per me, non le ho comperate, non le ho guadagnate, mi vengono regalate, e dal mio cuore nasce la gratitudine e ne sono felice, riconoscente e consapevole che ogni momento  è un momento regalato, felice di quello che mi viene dato. La felicità nasce dalla gratitudine.

Si è alzato il vento, seduta guardo lontano, potrei urlare di gioia tanti grazie,… ma così volano via,… no forse meglio pronunciarli dolcemente, raggiungere il cuore dell’altro, oppure scriverli, … ci provo,…miiiii non pensavo fosse così difficile, quante persone belle nella mia vita,  in realtà non so  neppure in che ordine procedere da chi  incominciare….Quanti pensieri mi girano dentro e con loro frasi, “dritte”, suggerimenti pronunciati da persone care, catturati  e scritti nel mio cuore, parole anche mie che in qualche occasione è bello e utile ripetere e agire pensandole, calarsi dentro,  farsi stimolare e provocare, ….chiamiamole così: “pillole ricostituenti”, non sono che semplici parole, esempio di uno stile chiaro, sobrio, frasi capaci di illuminare e di aprirmi con gioia a  nuovi cammini.

…qualche pillola:

4000 metri di amore gratuito….. il metro è l’amore gratuito e sacrificale di Gesù per noi fino a morire. Ci si balla dentro senza mai riuscire a dilatarsi in tale misura, ma provarci si può, anzi è molto stimolante farlo, perché  riempie di senso tutta la nostra vita ed è pure contagioso per chi ci sta vicino. (Daniele)

Kami - Qui dove la corrente viene e va ricordati di non “spegnere” mai la luce,… un pizzico di forza e coraggio  che illuminano e orientano, cercando di essere  esempio coerente del bene che si vive, senza pretendere un ritorno o una gratificazione….. (joe)

Kami - Una marcia in più, inserisci il 4*4  … mi piacerebbe ogni mattina fare un carico di entusiasmo, testimonianza, passione,  seguendo l’esempio dei padri missionari che  portano avanti con gioia i mille impegni fino all’estrema stanchezza fisica. Sono stanco ma sono felice. (joe)

Kami - Il donare non sempre è facile… ha anche i suoi momenti difficili. La tua donazione stimola la nostra e a vicenda ci sosteniamo….essere coerenti  e vivere bene il bene,.. la nostra forza è la certezza che tutto quello che viviamo in Lui non va perduto, anche se umanamente può sembrare senza senso.   (Serafino)

Sempre avanti…Quello che apprezzo in te è il tuo continuo cercare,…. Noi non possiamo essere ne’ perfetti, ne’ totalmente sicuri. Abbiamo in noi i limiti della nostra natura. (Monsinor Tito solari)

Kami - Tieniti stretto Dio  …. la scommessa in quello che facciamo qui o altrove va portata avanti in modo totale come fosse definitiva qui e adesso: Dio poi ci viene sempre incontro o meglio si mostra sempre,… non sempre secondo le nostre povere aspettative.  (Luciano)
joe

mercoledì 31 agosto 2016

Desde Bolivia - Los mineros

 

26 agosto 2016 - Bolivia: la guerra dei minatori sull'altopiano di Panduro

Sono scene di vera e propria guerriglia quelle che dal maggio scorso si ripetono, quasi ogni giorno, sugli altipiani della provincia boliviana di Panduro, dove i minatori in protesta si scontrano con i militari del presidente Morales. Lo sciopero della categoria è contro la riforma delle organizzazioni sindacali promossa dal governo. E' in questa zona che è stato trovato il corpo senza vita del viceministro all'Interno Rodolfo Illanes, recatosi sul posto per cercare di mediare con i minatori. La polizia ha eseguito un centinaio di arresti
 
 
 agosto 2016 - scontro minatori/governo, in breve i fatti vissuti in Kami e dintorni

Lettere di padre Serafino
Carissimi, un saluto a tutti voi che seguite con attenzione gli avvenimenti che in questi giorni preoccupano per i gravi fatti che si stanno svolgendo qui in Bolivia. Ieri abbiamo fatto il funerale di uno dei minatori ucciso da una fucilata dei poliziotti mandati dal governo per sbloccare la strada principale in Pongo in cui si erano concentrati i minatori di kami… questi blocchi stradali sono stati messi in piedi dai minatori cooperativisti che non accettano la nuova legge sul cooperativismo che pretende riformare le cooperative di tutto il paese… è vero che il cooperativismo dei minatori ha tante cose sbagliate… ma la storia di 50 anni di un popolo non si cambia con un decreto!!!! Ci vuole ben altro!!!!
Il governo non è stato in grado di intervenire in modo capillare nell’aprire un dialogo sincero dal di dentro del cooperativismo e la gente ha reagito con i blocchi stradali…. Metodo unico per ogni reclamo nel paese… collaudato da Evo Morales dai tempi in cui come sindacalista bloccava il paese rendendolo ingestibile!!! Oggi che Evo è al governo si è trasformato in dittatore e se qualcuno si azzarda a non pensarla come lui è tacciato di imperialista e sovversivo, motivo sufficiente per essere fucilato....
Un po’ di cronistoria di questi giorni terribili:
Da Mercoledì alle prime ore del mattino i minatori di kami sono andati a Pongo a rinforzare il blocco stradale tenuto dai minatori di Arque e Sayari che già contavano con un morto e all’arrivo a Pongo sono stati intercettati dalla polizia che non li ha lasciati arrivare sulla statale…. I minatori, frustrati da questo contrattempo dopo tentativi andati a vuoto stavano già ritornando a kami quando la polizia catturò un gruppo di 19 minatori di kami, provocando nuovamente il ritorno dei nostri alla lotta…. Che si concluse con un morto ucciso da un franco tiratore …. Inoltre è importante notare che la polizia era armata con armi da guerra e per terra dovunque si trovavano bossoli di calibri da guerra.
All’1 del mattino di giovedì sono partito da kami con una cammionetta carica di caffè e altre bevande calde e viveri per portare almeno una colazione agli oltre 2.000 minatori di kami che avevano passato la notte all’addiaccio in un posto freddissimo con parecchi gradi sotto zero. Mi strappava il cuore versare un po’ di caffè in tazze improvvisate utilizzando nylon buttati o in vecchie bottiglie di plástica tagliate a metà… nella più assoluta precarietà… i feriti con pallottole in varie parti del corpo erano già stati portati a kami la será prima e rimaneva solo il morto lì con loro.
Raccomando prudenza e torno a kami dove trovo un ambiente complicato: le donne in emergenza per proteggere i loro mariti presi prigionieri dalla polizia avevano catturato i 2 poliziotti di stanza a kami e li tenevano come ostaggi per scambiarli con i loro mariti minatori presi come prigionieri dalla polizia… Mi telefonano vari colonnelli della polizia chiedendo di fare il possibile per realizzare lo scambio… cosa che mi obbligò a ripartire con i 2 poliziotti il giorno stesso per consegnarli al posto del blocco stradale di Pongo nella località Sayari… lì mentre stavo consegnando i 2 ostaggi nelle mani dei presidenti della Cooperativa perchè procedessero allo scambio sentí che stava succedendo qualcosa di grave: la gente estaba tesissima e non capivo il perchè…. Ritornai a kami per poter ripartire alle 3 di mattina per portare caffè e viveri, ma nella notte alle 2 di notte arrivarono tutti i minatori con una carovana di camión, pullmann, moto, ambulanza….. a kami: avevano abbandonato il posto di blocco perché  era arrivata la conferma che i minatori del posto di blocco di Panduro avevano ammazzato il viceministro…proprio nell’ora in cui si prevedeva lo scambio di prigionieri con gli ostaggi. La mattina dopo fui pregato di riportare i due malcapitati ostaggi e riconsegnarli alla Polizia nel posto di blocco di Sayari… cosa che ho realizzato senza altre difficoltà.
Ieri il funerale ha fatto rivivere un momento di impotenza e di rabbia perché  il governo fa tanto lutto per il suo morto “eccellente”, mentre i quattro minatori lasciano famiglie nella disperazione en el dolore più sconsolato. Li accompagniamo come possiamo.
Scusate la confusione degli avvenimenti…ma siamo in una confusione totale…
Un abbraccio a tutti voi. Pregate per noi. Padre S.
Kami, 13 settembre 2016
I disordini sono momentaneamente sospesi dopo i 5 minatori morti…oltre al viceministro Illanes. Ora c’è tutta la polemica di chi c’era dietro le quinte per la morte del viceministro…. E soprattutto le morti dei minatori non sono stati raffreddori ma pallottole sparate ….evidentemente dalla polizia ….che tutti giurano che non aveva armi in dotazione…. Non è credibile la storia che conta il governo che i minatori si siano sparati tra di loro…. Una nostra giornalista racconta come si è svolto il sopralluogo del fiscale al luogo di uno dei morti: la polizia aveva nascosto il sangue con delle pietre e il fiscale stava passando oltre senza neanche vedere che il sangue era abbondante e non avevano potuto cancellarlo completamente… fu uno dei nostri a richiamarla indietro perché vedesse quello che evidentemente non “doveva” vedere… I mezzi di informazione su informazioni parziali della polizia diedero una versione tale dei fatti all'opinione pubblica che i minatori sono considerati dei bruti violenti e irrazionali….
Il governo ha emesso un decreto in cui proibisce la compra e il trasporto di dinamite alle cooperative dei minatori per tre mesi e questo vuol dire mettere alla fame tutte le cooperative dei minatori… circa 150.000 minatori che con le loro famiglie fanno quasi un milione di persone.
 Adesso essendo in carcere tutti i dirigente di FENCOMIN (FEDERAZIONE DELLE COOPERATIVE MINERARIE DELLA BOLIVIA) le cooperative hanno formato un comitato di pacificazione per sostituire la coordinazione che non c’è più, ma il governo non riconosce questa istanza di dialogo e trova scuse per tirare alla lunga e mettere alle corde il movimento dei cooperativisti.
 Il fuoco cova sotto la cenere e i minatori continuano a dirsi: con la dinamite abbiamo appoggiato Evo perchè prendesse il potere e poi ci tratti in questo modo….c’è molta rabbia…. Speriamo che non torni a esplodere.
 La mancanza di dinamite obliga anche noi a rallentare i lavori della strada che porta al salto della nuova centrale CHICOTE CHICO.  Speriamo che si trovi qualche mediazione e si arrivi a un dialogo serio.  Sul versante agricolo siamo alle corde per la continua siccità che non permette di produrre qualche raccolto…. I prodotti agricoli hanno avuto aumenti forti ed è diventato difficile trovare generi alimentari freschi, almeno dalle nostre parti. (Le patate sono passate da 150 a 500 Boliviani il sacco.  Noi continuiamo a lavorare con le nostre attività: abbiamo ottenuto il registro sanitario degli insaccati e quindi ci lanceremo con tutta legalità sul mercato più grosso di qualche supermercato…. Speriamo in bene.  Sul versante educazione técnica siamo ormai agli ultimi corsi per quest’anno. Per il prossimo vedremo di organizzarci meglio, vista la grande aspettativa che c’è tra alunni e genitori.
 Vi saluto tutti e spero di potervi dare buone notizie presto. Serafino 
Kami - marcia di solidarietà con i minatori arrestati
 




mercoledì 27 luglio 2016

Desde Bolivia - Lì c'è Dio


Domenica 10 luglio 2016 – dal diario – Lì c’è Dio –

Parto per la città di La Paz, sono al terminal dei bus già alle 7.30 del mattino e il primo bus per la capitale parte alle 8,30, acquisto il biglietto, sono contenta di non dover aspettare molto tempo, … forse l’entusiasmo di concedermi alcuni giorni di vacanza mi fa dimenticare che sono in Bolivia, i tempi sono lunghi e gli orari non sempre rispettati. Infatti  il tempo passa, sono le nove e il mio bus è ancora fermo al carril 8 senza una persona a bordo e neppure il motore acceso, al ché torno all’ufficio Eldorato (il mio bus si chiama così) e chiedo spiegazioni, mostro il biglietto e aimè mi cancellano l’orario e mi scrivono 9,30, semplice no!!!!!!!  Mi armo di santa pazienza e aspetto, parto finalmente alle 10,15 circa.

Arrivo a La Paz in serata e mi accoglie una città vestita di tante lucine,  i quartieri più poveri in alto poi  scendendo c’è il centro città, giù in fondo nei bassifondi, stanno i ricchi: una specie di mondo alla rovescia.

Ho un filo di  mal di testa che mi ricorda di essere ancora in quota, i 4000 metri dell’unico posto al mondo nel quale i ricchi abitano nei bassifondi e i poveri sulle colline, sopra al centro della città.

Raggiungo la parrocchia di Munaypata dove mi accoglie Maria, padre Andrea e Marta.

Trascorro alcuni giorni visitando la città, il centro archeologico di Tiwanaco, salgo al pico Chacaltaya e visito la valle della luna. Viaggio sola, a volte ho un po’ di malinconia per non poter condividere con le persone care incontri e paesaggi mozzafiato, però in ogni attimo ho una conferma:  nella vivacità di Marta, nella presenza discreta ma preziosa di Maria, nella simpatia di Ilaria, nell’accoglienza e disponibilità dei padri, nel sorriso della gente, nelle dritte di Alessandro, nella bellezza di ogni incontro, nella grandiosità delle opere della natura, nella bellezza della cordigliera che mi si presenta con tutta la sua magnificenza,  nella forza del vento, nel cielo blu, nei pensieri che mi circolano in testa viaggiando con lo sguardo fuori dal finestrino, nella natura spettacolare, nel silenzio che diventa preghiera, ogni istante so di non essere sola, mi sento coccolata, accarezzata, mi sento accompagnata, …. In ogni istante, in ogni incontro, in ogni storia,… in ogni passo , lì c’è Dio.

Grazie, joe

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Foto di G. Menni .La diffusione e copia di cio' che pubblicato in ogni post (pagine del diario e foto) sono rigorosamente vietate.

mercoledì 20 luglio 2016

Desde Bolivia - Es Dios que puede todo


Es Dios que todo puede

Saluto i ragazzi dell’internato, … iniziano le vacanze invernali,  il mio zaino già è pronto da alcuni giorni, ciò vuol dire che la voglia di “volare” è al massimo.

Scendo in città, a Cochabamba, ospite delle suore Orsoline,  mi accolgono con grande gioia e la frase che sempre mi ripetono:  “anche questa è la tua casa” mi dà felicità, bello sentirsi aspettati, bello condividere con loro alcuni giorni, bello sentirsi famiglia,…  poi riprenderò il viaggio: destinazione la città di La Paz.

Con Hna Dorotea andiamo a visitare don Francisco, un vecchietto che vive solo, Suor Doroty ha un debole per le persone anziane, ha tutti i suoi abuelitos (nonnetti) da visitare,  ogni giorno esce di casa con tanto di borse colme di viveri, bottiglie di acqua, dolci della casa non consumati, medicine e vestiti …., quando giriamo in macchina mi indica le varie case e il nome dei vecchietti che vi abitano, gli acciacchi che hanno, le medicine che assumono e altri dettagli.

Arriviamo da don Francisco, entriamo: il locale in cui vive è in uno stato di abbandono,  un tonfo maleodorante mi investe, mi sforzo, dentro  mi manca l’aria,… il locale è piccolo, c’è un letto (funge da letto, da appoggio pentola, da armadio, e altro mas), ad altezza uomo un filo di naylon  tirato da un angolo all’altro della parete con appesi alcuni vestiti, un gatto che gioca dondolandosi alle maniche di un maglione che penzola dal filo, lattine ruggini che servono da contenitori  di alcune patate, un sapone, due mandarini, una candela,  alla parete  un calendario con la pagina ferma al mese di giugno, una sedia con sopra una radio.

Don Francisco ha un visino simpatico, la sua magrezza è accentuata  dagli abiti larghi che indossa, la giacca color panna con mille macchie come il mantello di un dalmata cade su pantaloni larghi tenuti  da una cintura che li arriccia in vita , sul capo un cappello di panno che prontamente si toglie per salutarci (signori si nasce!!)… le sue mani scarne stringono le mie  con una forza che manifesta tutta la gioia nel vederci,  gli ultimi denti rimasti mi regalano un sorriso sincero e gli occhi  color caffè velati ,segno degli anni passati, cercano in tutti i modi di scrutarmi interrogando la mia persona.

Don Francisco mi piace, è simpatico ed elegante. Chiedo come sta, risponde: “abbastanza bene, gli anni sono tanti e ogni giorno è un dono e mi affido a Dio, Es Dios que todo puede”.

 Ci chiede se possiamo accompagnarlo da suo fratello perché gli hanno comunicato che negli ultimi giorni stava poco bene.  Lo aiutiamo a salire in auto, don Francisco non vede bene,  e per noi raggiungere la casa di suo fratello non sarà facile, punto di riferimento la clinica san Anna. Ci proviamo. Divertente, in prossimità della clinica, ci dà indicazioni precise: sempre avanti, una quadra mas, ora a destra e poi all’angolo ancora diritto, non ci posso credere , mi viene da ridere,.. ma se non ci vede, come puo’  indicarci il cammino in modo così preciso? Forse è solo questione di orientamento, penso.  Aquì, aquì , esta es la casa. Fermiamo l’auto e Francisco è già pronto per scendere, apre la porta di calamina e via spedito arzillo lungo un corridoio che porta ad un piccolo patio (cortile) dove incontriamo suo fratello con la moglie.

Saluti, abbracci. … iniziano a raccontarci confidenze, frammenti di vita,… quando era giovane  Francisco è andato in oriente a lavorare, i due fratelli non si sono visti per ben 6 anni, poi si sono ritrovati, hanno figli, ma aimè sono andati a vivere in Argentina; hanno venduto i terreni dei genitori con la promessa, non mantenuta, di costruirgli una casa, e invece con i soldi hanno viaggiato, trovato lavoro e vivono lontano, di loro non hanno più notizie, sanno di avere 5 nipoti che forse un giorno incontreranno, se Dios vuole, es Dios que todo puede, mi sottolinea ancora una volta don Francisco.  Penso alle parole di Francisco, mi  sorprende il suo totale abbandono nelle mani di Dios, un vecchietto che non ha nulla, dimenticato e tradito dai figli, con un fratello malato, una situazione economica precaria, dipende mensilmente dagli aiuti delle suore in viveri e medicine,  eppure la confidenza en Dios gli dà una pace e una serenità  palpabile a chi gli sta accanto, una saggezza che traspira e prende forma nelle sue parole.

Ci congediamo, è l’ora dei saluti, torniamo a casa con don Francisco, prometto che tornerò a trovarlo appena posso, non so dare un tempo, preciso che non vivo in città, che lavoro con i ragazzi, che abito lontano a circa cinque ore di flota da Cochabamba, e se poi iniziano le piogge il cammino diventa pure difficile…e lui prontamente mi spiazza, un dolce sorriso,  alza la mano al cielo e mi interrompe dicendo che forse non dipende tutto da me,… es Dios que todo puede!!! Bella lezione!
joe
Foto di G. Menni .La diffusione e copia di cio' che pubblicato in ogni post (pagine del diario e foto) sono rigorosamente vietate.

mercoledì 8 giugno 2016

Desde Bolivia - Vorrei ma non riesco ad abbracciare tutto...


.... Cielo blu , ….calamine arricciate brillano, … decido di andare,….sole negli occhi,….freddo e caldo,…
ciuffi d’oro si lasciano cullare,…gelo in gola e aria frizzante,…respiro affannato,…profumo di muña,…quassù abita il vento,…

Un passo e mi fermo,… pensieri rimbalzano dentro, … distendo le braccia,…. desiderio di andare oltre,...
Rompo il silenzio,….. un fischio e  Panna mi aspetta……
Vorrei , ma non riesco ad abbracciare tutto… non mi resta che camminare col cuore…..

ciao joe - Kami



Il sole non è mai così bello quanto nel giorno che ci si mette in cammino.

 (Jean Giono)




Forse la vita è come un fiume che va al mare: forse non siamo andati dove intendevamo andare, ma siamo finiti dove avevamo bisogno di essere.

 (Fabrizio Caramagna)





 
Foto di G. Menni .La diffusione e copia di cio' che pubblicato in ogni post (pagine del diario e foto) sono rigorosamente vietate.
 

martedì 24 maggio 2016

Desde Bolivia - Los cielos cuentan la gloria del Senor


dal diario ....

Questa sera c’è la luna piena, è grandissima, lì immobile, ferma  illumina e mi invita a fermarmi, … Il cielo è bellissimo, tante stelle, un groviglio di stelle, un concentrato di perle che illuminano la notte,  davanti a me un pezzo di cielo in cui la luna e le stelle mi parlano senza essere disturbate da luci artificiali.…  - L’orsa maggiore brilla altrettanto veritiera sopra un paesino sperduto che sopra una grande città nel cuore di uno stato, sembra che non manchi nulla all’universo. – ( Etty Hillesum Lettere 1941 – 1943). Ed è proprio così nulla manca…. e sentirsi parte di questa immensa natura non può che dare gioia…. a volte difronte a montagne giganti, cammini interminabili, spazi immensi, infiniti orizzonti, mi sento piccola, fragile, vulnerabile, un puntino di gratitudine dentro un mondo mozzafiato, non un perdersi ma un ritrovarsi, non ritrovarsi distratta e superficiale ma attenta e paziente, non sola ma accompagnata, non triste ma consolata, non distante ma vicino, mai come in questo momento sento vicine le persone  che ho incontrato, ed è così che ogni stella unica con la sua luce, grandezza, ogni stella brillante, mite, splendente,  mi ricorda una persona, un volto e la persona un cammino e il cammino una esperienza e i miei pensieri navigano e il cuore si apre, mi lascio cullare dalla notte andina e i pensieri diventano preghiera:

Ripenso al giorno trascorso:
ai volti che ho incontrato
ai gesti compiuti,
alle parole pronunciate...
Grazie per ciò che anche oggi
la tua bontà ha posto fra le mie mani.
Grazie per i volti, i gesti, le parole
che hanno dato un senso a questo giorno.
Avrei voluto amare di più.
Avrei voluto ascoltare, capire di più.….
 Nella quiete della sera
il mondo diventa la mia casa.
Ti lodo per ogni volontà di bene,
per ogni testimonianza di fede,
per ogni coraggio di dono.
Ti affido il dolore dei fratelli, ogni anelito di pace, gli affetti che mi sono più cari. Amen.

 Buona notte.
Foto di G. Menni .La diffusione e copia di cio' che pubblicato in ogni post (pagine del diario e foto) sono rigorosamente vietate.

sabato 7 maggio 2016

Desde Bolivia - Bi di Bergamo


Bi di Bergamo

“Perché forestieri e inquilini voi siete presso di me” dice Dio.
Bergamo con i suoi poco più di 480 mila o poco meno di 500 mila abitanti è una delle tante città d’Italia …
Bergamo è un “grande paesotto” nel mondo …
Bergamo è arte, cultura, lavoro, musica, sport, divertimento …
Bergamo è nome proprio che racchiude un’appartenenza anche a distanza …
Bergamo è tante cose …

Bergamo però è anche un gruppo, appunto il famoso (che poi famoso non lo è assolutamente e non lo vuole essere) Gruppo Bergamo, venuto al mondo in un tempo e in una data dove non ero nemmeno nato …
Sappiamo bene quanta energia ha in se il “gruppo”, consapevoli anche però dei rischi che porta con se e in se.

I dati dicono che son più di 40 mila i “bergamaschi” nel mondo, e tra questi c’è anche qualcuno che vive in questa terra dai mille colori, profumi, lingue e volti … Bolivia.
Chi assente da anni, altri neonati disponibili a crescere … tutti però “inquilini e forestieri” del MONDO.

Il far memoria delle “origini”, il non rinnegare le radici, la cultura appresa dalla gente del “tuo paesino” è un dono che costantemente dobbiamo chiedere e volere.
Persone che per qualche giorno “salutano l’ordinarietà” della vita quotidiana per immergersi nella “straordinarietà di un incontro”. Vero anche che dovremmo vivere tutti i giorni straordinariamente l’ordinarietà, ma per queste “paroloni” servirà ancora del tempo …Non è nostalgia di persone “partite un giorno”, ma carica d’entusiasmo e gioia d’incontrarsi tutti (meglio dire tanti) 2 volte l’anno per ascoltarsi e ascoltare, formarsi, aggiornarsi sulle realtà che corrono troppo veloci.

Non siamo “l’elite bergamasca” nel mondo, anzi dovremmo ricordare più spesso da dove il Signore ci ha tratti: da dietro il gregge, citando papa Francesco. Pensavamo di essere ben nascosti e protetti in quel gregge numerosissimo, ma lo sguardo del Pastore si è fermato su noi e ci ha scovati.

Non è solo un gruppo che comunica gesticolando enormemente e parla in un dialetto saporito e gustoso (tutti i giorni lo parlo, soprattutto quando perdo la poca pazienza), ma son persone che provano, nella loro finitudine umana, a interrogarsi rileggendo alcuni temi e interrogandosi su se stessi (beh, più o meno).
Bergamo è un termine che fa sorridere molti volti che vivono questa terra. Son passati anni da quell’11 ottobre 1962, data della partenza dei “primi missionari bergamaschi”, ma la testimonianza di questa gente apparentemente fredda, chiusa, dal carattere e temperamento forte, spalanca il cuore di queste nuove amiche e amici.

Quando nei primi incontri le gente chiede da dove vieni, la risposta è: Italia, ma incollaci alla nazione, il nome della città che facilita l’apertura della bocca per il sorriso. Italia-Bergamo la risposta corretta allora.
Ne sono passati di “bergamaschi” in Bolivia in questi 54 anni (e non tutti – tutti, per fortuna e grazie a Dio vengono ricordati), ma tante e tanti si.

Ascoltare nomi “familiari” che vengono dalla tua terra (egoisticamente detto) apre orizzonti e possibilità nuove, soprattutto speranze che non si sono ancora spente. Gente che ha incarnato il Vangelo e con la sua vita ha trasmesso Qualcuno e anche qualcosa …
Lo slancio missionario regalato un giorno nel dono del battesimo suona energico nella “terra bergamasca” e riecheggia in “terra boliviana”.

Vivere di questo impulso non vuol dire che non ci siano quotidianamente nuove sfide da affrontare, ma ricordare e assaporare con passione le tue radici, può aiutare…..
1 abbraccio,  1 bergamasco 
da C@fè Misionero

..... torno a Kami dopo tre giorni di incontro en Cochabamba con gli amici del "Gruppo Bergamo", torno serena, ricaricata e con la gioia nel cuore,.. grazie a tutti e buon cammino. joe








Informazioni personali

La mia foto
Diploma di ragioniera presso Istituto Achille Mapelli di Monza. Scuola Fondazione Giovanni ed Irene Cova di Milano, diploma di addetta alla lavorazione della ceramica al tornio. Fino al 2007 ho lavorato nel controllo di gestione del gruppo Multinazionale Sol Monza. Dal novembre 2007 esperienza missionaria nella comunità di Arque e Tujsuma - Bolivia . Attualmente vivo nella missione Salesiana di San Jose' Obrero di Kami - Cochabamba (Bolivia) per contatti giomenni@hotmail.it